[Guida] Creare un ottimo effetto bokeh!

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effetto bokeh

In questo articolo vedremo come creare un bell’effetto bokeh con una reflex o con la vostra fotocamera.

Il bokeh deriva dal termine giapponese “boke” che sta a significare sfocatura o confusione mentale; da qui il termine applicato in fotografia ci permette di mettere a fuoco il soggetto sfocando tutto lo sfondo. Ciò può dar vita ad ottimi scatti, se applicato in modo corretto.

Premessa

I parametri principali della macchina fotografica da gestire sono tre:

Apertura del diaframma: composto la lamelle di numero variabile, il diaframma può essere più chiuso o più aperto a seconda dei casi (se scattiamo in manuale lo decidiamo noi) ed incide sulla profondità di campo. Misurato in f/ può andare, ad esempio, da f/2 (diaframma aperto) ad f/22 (diaframma chiuso), alcuni obiettivi permettono anche di aprire fino ad f/1.4. Le funzioni principali di questo parametro sono: far passare più o meno luce (a seconda dei casi) nell’obiettivo durante uno scatto e determinare la profondità di campo, cioè quanto, oltre al soggetto, gli altri elementi dell’inquadratura devono essere a fuoco.

Tempo di scatto: tempo in cui l’otturatore rimane aperto durante uno scatto. Nelle reflex possiamo variare da 30 sec (e bulb) a 1/4000 di sec. Anche questo parametro come il precedente influisce sulla luce poichè più tempo l’otturatore rimane aperto e più luce entra nell’obiettivo, e viceversa. Bisogna prestare attenzione ad usare tempi di scatto lunghi perchè le foto vengono mosse, munitevi dunque di un cavalletto. Se invece dovete cogliere l’attimo, come ad esempio la goccia dell’acqua di una fontana, bisogna impostare un tempo di scatto molto breve, tenendo conto che così entrerà poca luce, dunque bisognerà aprire il diaframma o alzare gli ISO (che ora vi spiego cosa sono).

ISO: unità di misura della sensibilità del sensore della reflex; nelle entry-level varia da 100 a 6400. Vi faccio un esempio pratico: per scattare la medesima foto, mantenendo fissi tempo di scatto e apertura del diaframma, il sensore ad ISO 200 avrà bisogno della metà della luce presente rispetto allo scatto ad ISO 100. Il lato negativo di questo parametro è che se alziamo gli ISO a valori molto alti, ci consentono di impostare un tempo di scatto più veloce, ma il sensore produce del “rumore” sugli scatti, che si traduce in scarsa nitidezza, e presenza di grana visibile soprattutto nelle zone più scure della foto; ciò può essere risolto in post-produzione, ma non sempre o comunque solo in parte. Bisogna anche precisare che con il passare del tempo le tecnologie migliorano sempre più e si cerca di consentire ai fotografi l’utilizzo di un valore ISO molto alto con un rumore molto ridotto (come fanno molte reflex professionali).

Dopo questa premessa penso sia ben chiaro che questi tre parametri lavorano insieme per dare allo scatto una buona esposizione. Se comunque volete approfondire questi argomenti siamo disponibili a parlarne, vi basterà commentare questo articolo.

Partiamo dunque col dire che bisogna essere in possesso di un obiettivo che sia abbastanza luminoso (indipendentemente dalla marca). Solitamente un buon f/2 può andar bene, tenendo conto che più si apre il diaframma più l’effetto sarà incrementato, dunque se avete un f/1.8 o f/1.4 sarebbe ancora meglio. Le ottiche che riescono a raggiungere un f/ così basso (apertura maggiore del diaframma) sono quelle fisse, poichè con gli zoom inevitabilmente il diaframma si chiude leggermente,anche se non su tutti, ci sono infatti obiettivi zoom che hanno un valore di f/ fisso che non varia durante lo zoom (obiettivi che costano un bel po’).

Io, come molti altri fotoamatori che conosco, utilizzo il 50mm di Canon, la seconda versione, STM (vi lascio qui il link di amazon qualora vogliate farci un pensierino ed acquistarlo). Non vi nego però che sono riuscito ad applicare l’effetto anche con il classico Canon 18-55 mm fornito con il kit base delle reflex entry-level, ma anche con il 18-200 Tamron (trovate qui una recensione che ho scritto sul blog).

Creare un bell’effetto bokeh

Penso abbiate capito che il parametro più importante da tenere sotto controllo è l’apertura del diaframma, in quanto come già spiegato influisce sulla profondità di campo. Aprendo il diaframma la profondità di campo diminuirà ed automaticamente si creerà l’effetto sfocatura (effetto bokeh) dietro o intorno al soggetto messo a fuoco. Ovviamente questo non è l’unico parametro da impostare, ricordo infatti che comunque bisogna sempre compensare con tempo di scatto ed ISO, prestando attenzione all’esposimetro.

Dunque per creare il vostro scatto impostate la macchina fotografica in modalità manuale (M) oppure se preferite in modalità priorità diaframma (AV per Canon e A per Nikon).
Nel primo caso dovrete impostare voi tutti i parametri, prestando attenzione (come già detto) all’esposimetro. Nel secondo caso invece essendo la priorità diaframma una modalità semi-automatica, vi basterà impostare il valore del diaframma che volete utilizzare (il più aperto possibile, in base alle capacità del vostro obiettivo) e la macchina fotografica cercherà di esporre correttamente la foto impostando ISO e tempo di scatto (fate attenzione perchè a seconda della luce potrebbe essere impostato un tempo lungo e dunque avrete bisogno di un cavalletto per evitare indesiderati effetti di mosso). Un altro consiglio è quello di giocare molto sullo zoom (se non utilizzate un obiettivo a focale fissa) o sulla distanza tra voi ed il soggetto.

Tutto qui. L’ultima cosa che mi sento di dirvi è: provate, provate e riprovate. Con luci diverse, con sfondi diversi, la mattina, la sera. Sbizzarritevi, la fotografia è arte!

Se avete difficoltà o non vi è chiaro qualcosa commentate qui sotto in modo da parlarne ed approfondire il discorso sull’effetto bokeh.

[Guida] Creare un ottimo effetto bokeh! ultima modifica: 2017-02-03T14:13:58+00:00 da Marco Rampino