Ubisoft torna al centro delle polemiche dopo aver pubblicato un aggiornamento piuttosto singolare del proprio Contratto di Licenza con l’Utente Finale (EULA). All’interno di questo documento legale, infatti, è comparsa una clausola che, a determinate condizioni, richiede espressamente agli utenti di distruggere tutte le copie dei giochi in loro possesso. Una misura che molti giudicano sproporzionata e che sta facendo discutere l’intera community videoludica.
La reazione alla campagna Stop Killing Games
Secondo diversi osservatori, questa mossa di Ubisoft potrebbe essere una risposta indiretta al movimento Stop Killing Games, un’iniziativa nata per tutelare la preservazione dei videogiochi, in particolare quelli online che rischiano di scomparire dopo la fine del supporto ufficiale da parte degli editori. Tuttavia, la formulazione della clausola risulta così generica da lasciare aperte numerose domande su come dovrebbe avvenire la distruzione di un prodotto videoludico.
Cos’è Stop Killing Games?
Stop Killing Games è una campagna europea che punta a garantire il diritto di continuare a giocare anche quando gli editori decidono di interrompere il supporto di un titolo, soprattutto se online. L’obiettivo è tutelare il patrimonio videoludico, evitare la perdita di opere digitali e promuovere una maggiore responsabilità da parte degli sviluppatori. Se condividi questa visione puoi sostenere l’iniziativa firmando la petizione ufficiale qui: stopkillinggames.com/eci.
Cosa dice davvero il nuovo EULA di Ubisoft?
A far discutere è in particolare il Capitolo 8: Termination, che stabilisce in quali casi Ubisoft può risolvere unilateralmente il contratto di licenza. Ecco il passaggio chiave:
“Il presente Contratto di Licenza con l’Utente Finale (EULA) ha efficacia a partire dalla data anteriore tra quella in cui l’Utente acquista, scarica o utilizza il Prodotto, e fino alla sua risoluzione secondo i termini qui stabiliti. […] In caso di risoluzione per qualsiasi motivo, l’Utente deve disinstallare immediatamente il Prodotto e distruggere tutte le copie del Prodotto in suo possesso.”
Tradotto: se Ubisoft decide di interrompere l’offerta o chiudere un account, l’utente è tenuto non solo a disinstallare il gioco, ma anche a distruggere qualsiasi copia, fisica o digitale, presente in casa o su un dispositivo.
Ma come si distrugge un gioco digitale?
Il punto critico di questa clausola è la sua applicabilità pratica. Nel caso di copie digitali, che non hanno un supporto fisico, è davvero sufficiente cancellare i file dal disco rigido? E se si tratta di una copia di backup, andrebbe eliminata da tutti i dispositivi?
Ancora più controverso è il caso delle edizioni fisiche: distruggere un disco o una cartuccia significa renderli irrecuperabili, magari graffiandoli fino a danneggiarli completamente. Ma è realistico pretendere una simile operazione da chi ha regolarmente acquistato un gioco?
Ubisoft non è sola: le clausole simili di altri EULA
Va detto che Ubisoft non è l’unica a prevedere questo tipo di clausole nei propri contratti di licenza. Come segnalato da diversi utenti su Reddit, anche giochi come Final Fantasy VII Remake, Metaphor: ReFantazio o addirittura la riedizione di The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered presentano condizioni simili, spesso ignorate dagli utenti al momento dell’acquisto.
La questione etica e il futuro della proprietà digitale
La controversia intorno a questa clausola rilancia un tema sempre più attuale: cosa significa davvero “possedere” un videogioco in un’epoca dominata dal digitale? Fino a che punto un editore può imporre regole che, di fatto, mettono in discussione la disponibilità perpetua di un contenuto acquistato?
Per ora Ubisoft non ha rilasciato commenti ufficiali, ma la community resta in allerta. Se da un lato i contratti di licenza continuano a ribadire la natura di concessione d’uso dei software, dall’altro iniziative come Stop Killing Games mostrano quanto la conservazione del patrimonio videoludico stia diventando un tema di interesse pubblico, con impatti concreti su giocatori, collezionisti e archivisti digitali.
A proposito di videogiochi, hai letto dell’integrazione di Steam sull’app Xbox?
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